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Il primo acquario

 

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Tante volte, passando davanti ai negozi di acquariologia, vedendo i pesci nuotare placidamente tra le mura di vetro di grandi vasche, super attrezzate, si resta affascinati da questi piccoli esseri e dalla bellezza degli ecosistemi che sono stati riprodotti per accoglierli: piante, rocce, ed addirittura interi nodosi rami arricchiscono e colorano le vasche. A questo punto la voglia di cimentarsi diventa veramente tanta ma poi, improvvisamente, si pensa all'acquario come una impresa impossibile da realizzare per un neofita alle prime armi. Niente di più sbagliato: l'importante è procedere per gradi, e partire con "il piede giusto" e tutto diventa possibile. Per garantirsi una buona riuscita sono poche le regole da seguire: in forma esplicativa descriveremo come allestire un acquario di comunità, molto affascinante, piuttosto semplice da manutenere, in poche parole … l'ideale per chi inizia!

Primi passi 
Dopo aver acquistato la vasca (solitamente è consigliabile una vasca tra i 60-80 cm ma non esiste una regola precisa in tal senso), e tutti gli accessori che andremo a descrivere nel corso dell'articolo, si può procedere alla scelta del luogo in cui posizionare l'acquario. In questo caso non ci sono particolari indicazioni se non quella di evitare di esporre la vasca alla luce solare diretta. La luce solare facilita infatti la formazione delle alghe nel nostro acquario. Un piccolo consiglio: conviene sempre posizionarlo in modo che sia possibile effettuare la manutenzione senza dover fare grosse acrobazie ed in stanze in cui non si deve dormire.

Il filtro
Una volta scelta la collocazione dell'acquario, si inizia ad allestire il filtro biologico interno, composto da una scatola, quasi sempre, di colore nero, che va posizionata all'interno della vasca alla quale si aggancia tramite ancorette e/o ventose. Nel filtro avviene l'ossidazione di tutte le sostanze organiche prodotte (cibo e foglie) o di rifiuto (escrementi). All'interno del filtro vanno inseriti i cilindri di ceramica o "cannolicchi" in gergo. I cilindri di ceramica, una volta inseriti, non andranno mai rimossi dal filtro: essi infatti forniscono substrato utile per l'ancoraggio dei cosiddetti batteri eterotrofi: non preoccupatevi, questi ultimi non sono dei mostri (tanto non li vedrete mai ad occhio nudo), ma hanno il compito di trasformare le sostanze di rifiuto in prodotti meno tossici (nitrati). Questo processo e' chiamato ciclo dell'azoto, di cui parleremo più approfonditamente in un altro articolo. A coprire i cilindri va messa la lana perlon che ha il compito di trattenere le sostanze di rifiuto più grossolane (va sostituita una volta ogni 15 giorni). Alla fine vanno inseriti la pompa e il riscaldatore che servono, rispettivamente, a far passare l'acqua attraverso i materiali sopra citati e per il riscaldamento della vasca

Il fondo

Una volta sistemato il filtro si può passare all'allestimento del fondo, anch'esso molto importante, poiché, oltre all'aspetto estetico, serve come substrato utile per il mantenimento delle piante acquatiche, le quali giocano un ruolo fondamentale nel nostro ecosistema casalingo. Le piante, oltre ad offrire ossigeno al sistema, grazie alla fotosintesi clorofilliana, assorbono dall'acqua, tramite la respirazione cellulare, determinate sostanze tossiche (Ammonio, Fosfati, Nitrati) favorendo un equilibrio più stabile e che si avvicini a quello naturale. Per far sì che una pianta attecchisca bisogna preparare il fondo con determinati prodotti. Come primo strato si distribuisce del Gravelit che non è altro che una pietra porosa con il compito di garantire un ottimo drenaggio del fondo ed in più l'ancoraggio delle radici. Sopra ad esso viene distribuito dell'Humus (una sostanza organica ricca di nutrienti) e infine la laterite (pietra minerale ricca di ferro). A questo punto, si distribuisce la sabbia scelta come fondo, che può essere policromo (fino, medio o grosso), quarzo (bianco o colorato) o terra allofana. Alla fine, si procede a sistemare il biotopo con eventuali tronchi, rocce, etc ed altri possibili elementi di arredo in base al gusto e all'esigenze

L'acqua
L'acquario è pronto per essere riempito. Bisogna sistemare un piatto a fondo vasca e far ricadere l'acqua in modo da evitare lo smottamento della ghiaia. E' buona regola inserire fin da subito le piante, in modo da apportare un immediato carico organico, permettendo così una più rapida maturazione dell'acquario e più stabilità allo start up della vasca. Ricordarsi che le piante vanno scelte in base alla luce e alla tipologia degli animali da allevare. Dopo 24 ore che l'acquario è partito, dobbiamo aggiungere l'attivatore batterico, indispensabile per un rapido attecchimento dei batteri nel filtro biologico, e che permette una maturazione più veloce. I batteri andranno inseriti ogni giorno, per i primi 7 giorni, quindi si effettueranno i test (Ph, GH, KH, NO2, NO3 e Ammoniaca), ed un primo cambio, parziale, dell'acqua. Si ricordi che i valori ideali possono oscillare in base ai pesci che si intendono allevare

La luce
E' consigliabile partire con 4 ore giornaliere di illuminazione aumentando poi di un ora a settimana fino a raggiungere 8 ore giornaliere; questo metodo è consigliato affinché le piante attecchiscano bene ed ad evitare lo sviluppo delle alghe. Dopo 10/15 giorni, valori positivi permettendo, si potranno inserire i primi competitori algali che si dividono in pesci e crostacei. Con cadenza settimanale si potranno iniziare a potare le piante e fare i cambi parziali d'acqua. Trascorso il primo mese potranno essere inseriti i primi pinnuti. Beh, per ora è tutto, buon acquario a tutti!
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