Banner

Seguici su facebook


Trovaci su facebook !...

 

 

Le piante - generalità

 

Img articolo

 

Uno degli argomenti a cui l'acquariofilo deve prestare maggior attenzione è quello delle piante che devono vivere nel suo acquario: esse risultano infatti fondamentali per la buona salute dell'ecosistema, per tutta una serie di fattori. Primo tra tutti, l'effeto psicologico positivo che si induce negli ospiti, in quanto le painte riproducono un ambiente il più naturale possibile, fornendo nel contempo un valido rifugio per gli esemplari più indifesi e per gli avannotti. Molti pesci trovano inoltre ombra da luci fastidiose, o riposo nei momenti in cui preferiscono stare isolati. Infine, in presenza di una fitta vegetazione, i pesci spesso giocano rincorrendosi e originando vere e proprie gare di velocità. Come secondo fattore va ricordato che le piante estraggono dall'acqua notevoli composti inquinanti e l'arricchiscono di composti organici in grado di abbattere la carica batterica presente. La quantità di nitrati e di nitriti diminuisce infatti notevolmente grazie ad una presenza abbondante delle piante.

Temperatura
La temperatura in acquario influisce in maniera notevole sul metabolismo delle piante. Ogni pianta per crescere richiede un range di temperatura preciso. Il valore minimo ed il valore massimo di questo intervallo rappresentano i punti limite all'esterno dei quali la pianta cessa di crescere. In questo spazio, all'aumentare della temperatura la crescita della pianta aumenta in modo non  lineare; infatti la pianta dopo aver raggiunto un vertice tipico per ognuna di esse, diminuisce la sua velocità di crescita. Il valore della temperatura con il quale la pianta raggiunge la sua massima crescita è definito "optimum termico". E opportuno, quindi, nella scelta delle piante da dover inserire nell'acquario, considerare un optimum termico comune alle specie, in maniera tale da poter ottenere da tutte una crescita ottimale. Un importante cenno da fare è che all'aumentare della temperatura, diminuisce il contenuto naturale di ossigeno in acqua; per cui, se si sottopongono i pesci a trattamenti termici, è opportuno utilizzare aeratori supplementari. La maggior parte delle piante d'acquario si lascia coltivare ad una temperatura compresa tra i 24°C ed i 26°C.

Luce
Per lo sviluppo delle piante, la luce è un parametro fondamentale, in quanto è la fonte di energia primaria per la fotosintesi. Un fattore importante da considerare (spesso trascurato) è che la luce influisce anche sulla morfologia ed anatomia della pianta. Se la luce fornita in acquario non è quella necessaria, le foglie delle piante si allungheranno alla ricerca disperata di luce! La lunghezza degli internodi aumenta, dando alla pianta un aspetto totalmente diverso da quello abituale. In acqua, l'irradiazione luminosa viene assorbita in modo superiore rispetto all'aria: più si scende in profondità, più l'irradiazione diminuisce. Inoltre, un notevole assorbimento dello spettro luminoso e della luce, viene causato da un'acqua intorbidita (alghe, plancton, sostanze umiche e altro).

In base alla loro capacità di sfruttare la luce per la fotosintesi, le piante si dividono in:
  • Eliofie, sono le  piante che necessitano di un'irradiazione notevole, e deperiscono se esposte a poca luce (Ludwigia arcuata, Alternanthera)
  • Sciafile, sono le piante che richiedono poca luce e riescono quindi a trarre la massima assimilazione con una luminosità ridotta (Anubias, Cryptocoryne).
Tutte le lampade emettono lo spettro luminoso, nel visibile, ad una lunghezza d'onda compresa tra 380 e 780 nm. Un parametro del quale tenere conto per le lampade che emettono uno spettro di luce continuo è  "la temperatura di colore": questo parametro indica la gradazione di colore della luce. In pratica, più si scende in basso più si passa dal giallo-arancione-rosso-infrarosso-non visibile. Nel salire di scala  si passa dal bianco-azzurro-violetto-ultravioletto.
Ad una temperatura di colore alta, si attribuisce l'aggettivo "fredda"; viceversa, se una temperatura di colore è bassa, si attribuisce l'aggettivo "calda". La temperatura di colore si esprime in gradi kelvin (K), in termini fisici indica "la temperatura assoluta di un corpo nero che irradia luce con la stessa tonalità di colore della luce emessa dalla sorgente in esame".
Una temperatura di colore idonea alla crescita delle piante è 7200 K
Un semplice calcolo per quantificare la quantità di luce presente in acquario è: 
Intensità luce totale/litri  (es. 200 Watt/200 litri = 1 Watt/l)
Una illuminazione sufficiente per una buona crescita delle piante è considerabile a partire dai 0,5 Watt/l

Materiale di fondo
La maggior parte delle piante di acquario trae il prorprio nutrimento prevalentemente attraverso il materiale di fondo. Questi deve presentare una granulometria variata ad alta porosità, in quanto deve sempre garantire una buona circolazione dell'acqua per lo sviluppo idoneo delle radici. Con il trascorrere del tempo i detriti e la pressione dell'acqua possono indurire il substrato: è quindi opportuno pulire  periodicamente il fondo aspirando i residui organici depositati. Bisogna porre molta attenzione a questo processo in quanto in un substrato vecchio sono presenti molte sostanze organiche. Vengono infatti a crearsi delle zone atossiche nelle quali i batteri anaerobi svolgono il loro metabolismo producendo spesso acido solfidrico (caratteristico odore di uova marce) il quale è considerato un veleno ad ampio spettro. Smuovere queste zone implicherebbe dunque un notevole pericolo per l'ecosistema in acquario. Un buon rimedio è quello di utilizzare sifoni collegati a dei tubi, i quali aspirano i detriti e i gas pericolosi che potrebbero svilupparsi. Una valida alternativa, è quella di incentivare la crescita di un pratino, il quale, oltre a rendere più ornamentale l'acquario, assorbe una gran quantità di sostanze depositate, eliminando così l'altrimenti inevitabile utilizzo dei sifoni.

L'acqua
Per la vita delle piante, l’acqua è un fattore di importanza primaria. In particolar modo, ciò che incide sulla crescita delle piante è:
  • Movimento dell'acqua: fondamentale, in quanto permette processi di scambio, accelera sia l'apporto delle sostanze nutritive che la rimozione dei prodotti di scarto. Un'acqua stagnante forma attorno alla pianta una cappa povera di  acido carbonico, che inibisce la crescita della pianta. Un opportuno movimento infrange la barriera, e facilita i processi di diffusione.
  • Sostanze nutritive: le sostanze nutritive sono l'alimento principale (assieme alla CO2). In particolar modo è necessaria la giusta presenza di Potassio, Ferro e microelementi.
  • Durezza: la durezza indica la quantità di sali disciolti in acqua e incide inoltre sul valore del pH. Acque leggermente tenere (arricchite delle giuste sostanze nutritive) sono preferibili per la maggior parte di piante da acquario.
  • pH: il pH indica la concentrazione idrogenionica dell'acqua. Un pH lievemente acido è l'ambiente ottimale per la maggior parte delle piante in acquario.
L'anidride carbonica (CO2)
Essenziale ruolo per la crescita delle piante è svolto dalla anidride carbonica: essa viene prelevata dalle piante per la produzione di glucosio e ossigeno (nella fotosintesi clorofilliana). La CO2  presente in acquario, dovuta alla respirazione dei pesci, non è in grado  di soddisfare il fabbisogno delle piante, e quindi è opportuno integrare l'acqua del nostro acquario di questo gas, mediante idonei sistemi di insufflazione. La CO2 in acqua si scioglie più velocemente rispetto all’ossigeno, per cui bisogna porre la giusta attenzione nella somministrazione. Di seguito troverete una tabella che mette in relazione il pH e il KH (durezza carbonatica) per individuare la concentrazione di CO2 in ppm (parti per milione) disciolta in acqua.

Essenziale ruolo per la crescita delle piante è svolto dalla anidride carbonica: essa viene prelevata dalle piante per la produzione di glucosio e ossigeno (nella fotosintesi clorofilliana). La CO2  presente in acquario, dovuta alla respirazione dei pesci, non è in grado  di soddisfare il fabbisogno delle piante, e quindi è opportuno integrare l'acqua del nostro acquario di questo gas, mediante idonei sistemi di insufflazione. La CO2 in acqua si scioglie più velocemente rispetto all’ossigeno, per cui bisogna porre la giusta attenzione nella somministrazione. Di seguito troverete una tabella che mette in relazione il pH e il KH (durezza carbonatica) per individuare la concentrazione di CO2 in ppm (parti per milione) disciolta in acqua.
Valori ottimali sono da 20 ppm a 35 ppm. Accettabili da 15 ppm a 40 ppm.
Di notte, le piante respirano liberando anidride carbonica: la CO2, sciogliendosi in acqua, abbassa il pH. Per tenere sotto controllo questa variabile, è consigliabile l'impiego di pHmetri collegati ad un elettrovalvola che abilita l'ingresso di anidride carbonica in funzione del pH settato sullo strumento.

La piantumazione
La messa a dimora delle piante in acquario, richiede semplici accorgimenti:
  • Eliminare il vasetto in plastica ed estrarre la maggior parte della lana di roccia (ponendo attenzione a non lesionare le radici). Nel caso in cui siano presenti più mazzetti, distribuire la pianta in ceppi composti da 2-3 piantine (un numero più elevato di piantine, piantumate assieme, si eleverà inesorabilmente dal substrato).
  • A questo punto, con l'ausilio delle pinze per piantumazione, raccogliere i ceppi (chiudendo le radici tra le pinze) ed inserirli in profondità nel substrato. Evitare di inserire le piante con le dita, in quanto si creerà un pericoloso innalzamento di detriti, scoprendo le zone anossiche nascoste.
Un discorso diverso da fare è quello per le piante epifite, es. Anubias e Microsorum. Queste piante richiedono un "ancoraggio" delle radici a tronchi, pietre o materiale decorativo. Bisogna evitare di inserire l'apparato radicale di queste piante nel substrato in quanto potrebbe marcire. La tecnica è molto semplice:
  • Una volta eliminata la lana di roccia, poggiare le radici sul materiale decorativo scelto
  • Legare con un filo di nylon (o con una retina per capelli) le radici, in maniera abbastanza stretta e il gioco è fatto!
Da notare: per la fase di attecchimento della Vescicularia dubiana bisogna porre attenzione a non sovrapporre i ceppi, in quanto quelli sottostanti non verrebbero illuminati e marcirebbero senza attaccarsi.

Metodi di propagazione
Per ogni acquariofilo che si rispetti, è importante conoscere i metodi di propagazione vegetativa (riproduzione per via asessuale) delle proprie piante. Ne esistono di vario tipo:

Talea: questo tipo di propagazione si applica per le piante a fusto, le quali presentano fusto, nodi ed internodi (spazio tra un nodo e l'altro). Queste piante presentano in acquario un elevato grado di ramificazione laterale ed è possibile quindi recidere i fusti per ottenerne una facile propagazione. Una volta individuate le radici laterali presenti sul fusto, recidere la pianta con delle forbici affilate sotto il nodo; eliminare quindi le foglie che andrebbero ricoperte dal substrato in quanto marcirebbero creando disturbi, ed inserire il fusto ottenuto nel fondo. Dopo pochi giorni, la talea presenterà sul nodo superiore,  i primi getti avventizi. Questo tipo di propagazione è molto apprezzata in quanto, in seguito alle potature routinarie, è possibile creare tante altre piante.

Stoloni: la propagazione delle piante che presentano getti laterali con internodi lunghi (stoloni) è anch'essa molto interessante. Alcuni esempi di piante che si riproducono in questo modo sono l'Echinodorus tenellusGlossostigma elatinoides, Vallisneria, Cryptocorine. Questo metodo di propagazione è estremamente semplice in quanto basta staccare lo stolone dalla pianta madre e ripiantarlo. L'unica accortezza da avere è di non staccare troppo presto lo stolone dalla pianta madre, altrimenti crescerebbe lentamente.

Divisione del rizoma: molte piante acquatiche producono un rizoma (organo di riserva per periodi sfavorevoli), ad es. Echinodorus, Anubias. Questo metodo di propagazione consiste nel tagliare con un coltello o con delle forbici affilate il rizoma, che, possibilmente, deve presentare almeno una gemma. Bisogna poi esporre i  pezzi di rizoma sotto illuminazione fino a quando dalle gemme non apparirà la pianta.

Piante avventizie: metodo di riproduzione in cui, sui margini delle foglie, appaiono gemme avventizie. Raggiunta una lunghezza di circa 4-5 cm, e sviluppate le radici, le piante avventizie possono essere tagliate e messe a dimora. In molte specie di Echinodorus questo metodo di riproduzione appare sulle infiorescenze: in questo caso è importante lasciare sommerso il peduncolo floreale, in quanto oltre la superficie seccherebbero precocemente.

Bulbilli: un cenno doveroso da fare, è dedicato alle piante del genere Aponogeton. Queste piante sono le uniche in acquario che sviluppano tuberi, i quali, raramente, si riproducono formando bulbilli (l'Aponogeton undulatus presenta la forma di propagazione vegetativa per gemme avventizie, producendo bulbilli). Una specie di piante che sporadicamente si riproduce sotto forma di bulbilli è la Crinium.
Banner Store on-line